Gnocca Travels - Home Page
       Home Page        Archivi        Mission     Scriveteci        Prenota l'albergo        Prenota il volo        Newsletter  

  EUROPA:
 Madrid
 Monaco
 Zurigo
 Madrid
 San Pietroburgo
 Berlino
 Praga
 Mosca
 Bratislava
 Edimburgo
 Francoforte
 Barcellona
 Colonia
 Budapest
 Lisbona
 Kiev
 Canton Ticino
 Bruxelles
 Cracovia
 Tallinn
 Isole Cicladi
 Oslo
 Istanbul
 Timisoara
 Riga
 Murmansk
 Siofok
 Friburgo
  NORDAMERICA:
 Houston
  CARAIBI:
 Cuba
 Giamaica
 Rep.Dominicana
 Viking resort
  SUDAMERICA:
 Cartagena
 Buenos Aires
 Rio de Janeiro
 Natal
 San Paolo
 Bahia
 Fortaleza
 Porto Seguro
  AFRICA:
 Capo Verde
  ASIA E M.O.:
 Tokyo
 Dubai
 Filippine
 Bangkok
 Pattaya
 Hua Hin
 Koh Samui
 Cambogia
 Macao
 Vietnam

Cerca nel sito







   I grandi speciali di Gnocca Travels: il Viking's resort    
  A cura di Bertrand Morane - aggiornato il: 28/06/2009
 
Aggiornamento importante a inizio 2010:
Pare che il nostro amato Viking abbia chiuso i battenti per sempre a causa di problemi di natura fiscale.
Riaprirà? La speranza è l'ultima a morire, per questo lasciamo traccia ad memoriam del vecchio e sempre godibile report del nostro buon Bertrand.
Ma ricordatevi che è chiuso e non scrivete per avere informazioni su eventuale riapertura, che non lo sappiamo, ok? ;-)



…erano diverse settimane che Bertrand Morane, incallito coureur de jupons, pellegrino della Gnocca, che aveva esplorato i quattro angoli del globo alla spasmodica quanto utopistica ricerca della patata perfetta, meditava una visita al Viking.
Questo infame tarlo si era lentamente insinuato nella parte centrale dell’encefalo, in quella glandula pinealis monodirezionale che governa la vita di quelli che come lui sono ridotti in schiavitù da un Priapo dispettoso ed incontenibile.
L’imperativo Viking si era radicato nell’ipofisi del nostro dopo aver sorbito impotente una puntata de “Le 69 cose sexy da fare prima di morire” di Playboy TV. Il broadcast del vate Hugh aveva chiaramente evidenziato tradizioni e costumi di un popolo peripatetico che un antropologo (o ginecologo?) come Bertrand non poteva né doveva trascurare ulteriormente.
L’imminente viaggio di lavoro in Nord America imponeva un periodo di ricerca etologica nella riserva, ubicata in un remoto angolo della Repubblica Dominicana.

La location non deve trarre in inganno, il resort potrebbe trovarsi a Turks and Caicos o Papeete vista l’assoluta assenza nel resort di meretricio locale, destinato a palati meno esigenti (e tasche meno profonde). Lo staff della mansion, di contro si sarebbe rivelato inevitabilmente autoctono, ad eccezione del manager americano e dell’illuminato proprietario svizzero.

Piccola premessa metodologica:
Il Viking non ha nulla a che vedere con resort erotici in stile Hedonism e similari, opzioni soft core per vecchi americani e coppie annoiate. All’Hedonism ci trastulla in giochini innocenti e risibili toga party mentre al Viking si puccia il biscotto.

Come arrivare:
La villa si trova a circa 20 minuti dall’aeroporto di Puerto Plata, comodamente collegato con voli di linea a cadenza giornaliera alle principali città americane (Miami, New York, etc.) e con voli charter a molte città europee. Non si commetta l’imperdonabile errore di volare su Santo Domingo de Guzman, la capitale della Repubblica Dominicana, distante tre ore di macchina dal Gnoccodromo (salvo immodificabili travel arrangements che giustifichino un transfer da 150 euro a tratta…).

Il resort ed il trattamento all inclusive:
Il resort è una villa in stile caraibico-chic immersa in un bel giardino con palme ed altri simpatici ammenicoli equatoriali che il womaniser scafato e avvezzo alla patata lato sensu tropicale, dal Brasile a Cuba, passando per Panama e, perché no, Miami e Fort Lauderdale, ha visto fino allo sfinimento.
Ma è pur sempre un bel vedere, soprattutto se la calda atmosfera del Caribe – come ampiamente descritto nella successiva sezione dal criptico nome “Gnocca” – è resa incandescente dalla presenza permanente di 14 Gnocche olimpiche.
Nel piccolo parco antistante la villa, che separa il lupanare dal mare, l’ospite troverà una piscina, una jacuzzi per idromassaggi di gruppo, una pista da ballo con terrazzo munito di divanetti, un gazebo per massaggi e trattamenti di bellezza, un gazebo fronte mare per coiti serotini e tanto prato all’inglese. Affacciandosi sul lato Nord dell’isola, la spiaggia ed il mare non sono propriamente da cartolina tropicale in quanto gli imponenti moti ondosi dell’oceano rendono la spiaggia dell’hotel, non protetta dalla barriera corallina, assimilabile a quella – ad esempio - di Miami. Anche quei rari esemplari di esploratori della patonza con il pallino del surf o del kite troveranno di che divertirsi.
Il non lontano golf consente all’appassionato dello sport più noioso mai concepito di sprecare ore preziose in trastulli non immediatamente riconducibili all’irrinunciabile patata.

Come chiaramente indicato dal sito del Viking (ora anche in versione italiana), l’accomodation è ripartita su due diverse strutture: la villa principale o Executive e quella Standard.
Il nostro Bertrand, cui piace trattarsi bene, ha optato per un trattamento Executive. Le camere sono decisamente belle nel corpo centrale (un pò meno lussuose quelle Standard), e consiglierei all’ospite esigente che si regala il trattamento Executive di richiedere le stanze del primo piano, in quanto quelle del piano terra, ubicate all’ingresso della villa e adiacenti la cucina si popolano molto presto al mattino del rumoroso staff dominicano, che nell’espletare le proprie mansioni non rinnega l’esuberanza caraibica e si abbandona a sonore chiacchierate, canti e risate… e alle otto del mattino con Svetlana (ed eventualmente anche Juliane) che ti dorme a fianco, stordito da tutti gli eccessi che il Caribe regala, ti girano a mulinello se il riposo del guerriero è disturbato dalla signora delle pulizie che si allena per il locale festival di San Remo.
Come accennato, il trattamento è totalmente all inclusive (Gnocca compresa, ça va sans dire), anche se il termine evoca volgarissimi villaggi a Sharm o Cuba…
I pasti – di buon livello – sono preparati da uno chef che farà di tutto per soddisfare le vostre richieste e vengono serviti sotto un gradevolissimo gazebo, consumati in compagnia delle Gnocche e degli altri fortunati avventori.
Prima di dedicare qualche parola alla questione dei compagni di merende, c’è da aggiungere che anche tutti i drinks sono gratuiti: dalle birre disponibili in un frigorifero adiacente, ai superalcolici preparati amorevolmente dalle peripatetiche a bordo piscina.
Quanto ai co-copulatori, bisogna partire dal presupposto che chi decide di trascorrere una vacanza di questo tipo è inevitabilmente un godereccio e quindi molto probabilmente incontrerete dei simpaticoni con cui legare ed eventualmente fare anche del sano business un giorno o l’altro. L’utenza è fondamentalmente americana, ma ci si può trovare di tutto: il sottoscritto ha conosciuto in loco un piccolo gruppo di professori universitari di architettura messicani che annualmente visitano la Villa Certosa del Caribe, buen retiro absoluto della patata.

Gnocca:
Il parco-Gnocca è ovviamente del massimo livello, inevitabilmente commisurato agli oltre mille talleri americani al giorno che si devono sborsare per poter dire “c’ero anch’io”. Il Viking è, in effetti, una tappa obbligata nel palmares del castigatore. E’ questa l’ultima frontiera: se si è già chiamati per nome nelle varie branches del Babylon, se si dispone di un armadietto personale in almeno tre FKK tedeschi e si conoscono nomi e turni dei finanzieri della dogana di Como Monte Olimpino, il coronamento di cotanto cursus honorum è imprescindibilmente il Viking.
Nota importante: il nostro, che tenterà di intrattenervi con frequenti ed ulteriori Cronache di Nerchia tiene sempre e comunque ad un ratio rigoroso tra trofei free e digressioni pay, cercando di mantenere un rapporto di, rispettivamente, quattro a uno.

Ma torniamo alle polpette. Lo staff scopereccio del Viking è composto da un team permanente di circa quattordici Gnocche, mediamente di eccelso spessore, che vanno e vengono secondo criteri assolutamente personali ed insondabili. In linea di massima trattasi di non professioniste, prevalentemente brasiliane ed ucraine, che mettono da parte qualche soldino con questi soggiorni para-marchettistici. La permanenza media è tre-quattro settimane, giusto in tempo per consentire a Nolan, attorney della Louisiana e mitico habitué del posto, di visitare il trombodromo mensilmente senza avere il fastidioso inconveniente di trovare le passere dell’ultima volta….
Anche al Viking, come in altri postriboli, l’utente avvezzo alla fenomenologia della patonza riscontrerà l’eterna dicotomia che caratterizza i due massimi serbatoi di fica del pianeta: est Europa e sud America. Anche sotto il sole del Caribe assisterete ai giochi senza frontiere tra brasiliane ed ucraine con dimostrazione che la genetica è una scienza esatta, ritrovando due diverse weltanschauung e tratti caratteriali già riscontrati in innumerevoli altre occasioni scopereccie: le brasiliane, molto più passionali e simpatiche, hanno una marcia in più, mentre le ucraine sono un pò più stiff.

Come funziona:
Il coureur de jupons che visita il Viking non troverà un FKK caraibico, un bordello in pieno sole. Chi viene qui abbandoni l’idea di copule a bordo piscina, amplessi in spiaggia ed ammucchiate ad ogni piè sospinto, pensieri che – va ammesso – avevano alimentato non poco la spasmodica attesa del vostro cronista.
Il Viking va vissuto in maniera molto cool e con l’atteggiamento da gentiluomo del vero bon vivant.
L’idea alla base del Viking è quella di avere una companion (una compagna) per uno o più giorni. Ovviamente sarebbe da folli “fidanzarsi” con una sola, bisogna imperativamente scoparne il più possibile, nella vita in generale e qui in particolare, come dice quel genio assoluto del nonno nel film Little Miss Sunshine. Vediamo come. I pacchetti disponibili consentono di disporre di una o due ragazze al giorno, con possibilità però di numerose variazioni sul tema.
In linea di massima è consigliabile optare per il pacchetto base, con una ragazza, considerato che in loco il mitico facility manager Jason può accontentare (quasi) ogni richiesta.
La scelta tra le ragazze disponibili va fatta all’aperitivo delle sette della sera.

In linea di massima l’operativo voli delle principali compagnie che volano su Puerto Plata tende a far arrivare il fortunato avventore nel primo pomeriggio, che diventano le cinque della sera con tutte le menate doganali e dell’immigration. Si viene comunque accolti in aeroporto da un simpatico indigeno che ti aiuta a svolgere tutte le operazioni di immigrazione mentre il viaggiatore ramingo si rilassa nella saletta VIP dell’aeroporto di Puerto Plata.

Arrivati al resort, viene assegnata la stanza e ci si può sgranchire un pò passeggiando nel parco. Verso le sei tutte le Gnocche fanno ginnastica con un istruttore, il che consente all’utilizzatore finale (per citare l'ormai celeberrimo "avvocato mavalà") scafato di procedere ad un’accurata valutazione del parco Gnocca e non farsi turlupinare la sera quando – in occasione dell’aperitivo di cui fra breve – le tope arrivano apparecchiatissime e l’abbondantissimo alcool gratuito obnubila e gioca un ruolo preponderante nella scelta, che va fatta aprioristicamente all’arrivo nel pomeriggio, secondo criteri rigorosissimi econ la massima lucidità.

All’aperitivo, infatti, queste immani Gnocche si presentano con meravigliosi vestitini discintissimi su trampoli da 12 centimetri che da soli meriterebbero la visita. Si beve e ci si informa con la Gnocca tendenzialmente prescelta o con Jason chi è già impegnata, chi è stata prenotata, chi non lo è, etc etc. C’è Gnocca per tutti, quindi no worries! Solo che bisogna seguire un minimo di etichetta ed il principio first come, first served.
Scelta la fidanzatina (o le fidanzatine) del giorno, che resteranno con il bencapitato fino al pranzo del giorno dopo, l’utente accorto che cerca il value for money passerà subito all’azione. In effetti, se l’americano cazzone aspetta fino a dopo la cena e balletti vari per fare all’amore, l’italiano sgamato vuole partire subito con le danze e ficcare quanto prima. Memorabile infatti fu il dialogo con la brasiliana del primo giorno con cui Bertrand ebbe modo di inaugurare la purtroppo breve permanenza al Viking: con la giusta padronanza del portunhol, il portoghese brasiliano,che ogni gentiluomo dovrebbe avere dopo anni di frequentazioni della Wonderland della Gnocca, il sottoscritto chiedeva ingenuamente se era già possibile iniziare il torneo e, con quella meravigliosa semplicità che solo le brasiliane hanno, la stanga mora e dalla pelle leggermente ambrata rispondeva: “Pode…si può!!"
L’amplesso aperitivo stimola l’appetito di cibo e soprattutto quello di Gnocca. Infatti, di ritorno nel consesso muliebre all’ora di cena si comincia a guardare anche la biondina cui non si era dato credito in prima battuta… la rossa ucraina dalla pelle di alabastro e con il sodo seno bianco, proporzionato ed irrorato di vene… l’amica della brasiliana, un pò inquartata dietro, ma con due pere allucinanti… e si comincia a pensare inevitabilmente al triangolo. Tuttavia, volgarissime considerazioni economiche svolgono in questa fase ancora quella bene-fica funzione di freno inibitore che altrimenti ci vedrebbe abbandonarci ad un priapismo esistenziale e costantemente contorniati di Gnocca, intenti a consumare colossali ammucchiate.
L’obolo extra da versare per una seconda compagna di giochi che passerà la notte con te e la prima prescelta non è tuttavia esorbitante: 500 dollari, circa 350 euro. Sono sempre tanti soldi, ma fatto trenta a questo punto si può fare anche trentuno. Dopo cena si aprono le danze ed il crescente livello etilico favorisce comportamenti sempre più disinibiti: se già in sede di aperitivo si sprecano le lingue in bocca e varie dita in culo di prova approfittando delle microgonne inguinali (ma mi raccomando: il dito va sempre appoggiato con grande tatto…), in pista l’animatore da villaggio turistico che è in voi può generare simpatiche situazioni.
Con la massima modestia riporto sic et simpliciter commenti secondo cui non si era quasi mai vista una situazione come quella cagionata la prima sera dal vostro cronista, con ninfe completamente nude in pista da ballo ed americani intimoriti in mutande (unico nudo, il vostro modestissimo Bertrand…) facendo sembrare il Viking un baccanale con satiri muniti di flauto (di pelle e non…), il tutto dando al Viking la chiara configurazione di baccanale.
Consapevole di contraddire tutte le menate precedenti sull’etichetta ed il bon ton, mi giustifico dicendo semplicemente che queste situazioni sono estemporanee ed eccezionali, non la norma, e strettamente legate ad atmosfera creata e livello alcolico…

Ad un certo punto il fresco tropicale spinge i pochi peones rimasti nella jacuzzi. Il cronista ha oramai rinunciato a fare vili considerazioni economiche ed ha deciso che ha fatto il bravo tutto l’anno e merita un threesome, selezionando all’uopo un’ucraina che furbamente aveva cominciato a slinguare la propria “fidanzata” brasiliana: un rapido quanto apprezzato dito in deretano aveva confermato la qualità dell’articolo e suggellato la scelta…

Prima di concludere, alcune considerazioni in ordine sparso: le Gnocche si pagano il viaggio da sole ed ottengono il sudato e generoso emolumento solo se lavorano, quindi tutte le Gnocche hanno interesse ad irretirvi…
Eventuali triangoli vanno a mio avviso consumati con ragazze amiche e tra cui c’è feeling, quindi spesso della stessa origine geografica, e ciò per inevitabili differenze culturali, di lingua e di costumi sessuali.

Rates:
Abbastanza alti in senso assoluto, ma grande value for money: con mille e più talleri americani (settecento euri al giorno circa) si dorme, si mangia, si beve, si balla, e si puccia a profusione. Una giornata equivalente al Babylon di Klagenfurt tra hotel e donnine costa senz’altro di più. E’ sicuramente uno sfizio caro, ma come ben sappiamo i soldi per la Gnocca noi Italiani li troviamo sempre, per questa ragione - con tanto di credit crunch - si vedono più mignotte in Italia in questo periodo che in passato… La Gnocca extra per la notte va a 500 talleri yankee e una sveltina pomeridiana con una terza Bernarda è sempre possibile, a tariffe da concordare con l’onnipresente facility manager Jason.

Riservatezza:
Assicurata. C’è un business center che fa anche fare telefonate con numero americano visibile, e se la fidanza vuol chiamare per forza in hotel danno un altro nome… Non dimenticate però il rischio del messaggio del provider telefonico locale in spagnolo, quindi val la pena magari dire che si è a Panama (dove peraltro c’è una incredibile qualità di Gnocca, ndr) a ispezionare siti per un progetto di real estate o in Nicaragua a fare un corso di formazione ai membri di una ONG.

Direi che per il momento è tutto. Se volete qualche informazione in più non esitate a scrivere al vostro: Bertrand Morane

Ah, quasi dimenticavo, non dimenticate di visitare la nuova versione italiana del sito ufficiale e soprattutto un paio di scatti da questo inenarrabile Gnoccodromo tropicale:






Ti è piaciuto questo report? Votalo!


   Novità: trova le migliori offerte online di alberghi in tutto il mondo  
 
DESTINAZIONE
Data di ARRIVO
Data di PARTENZA


I viaggi della Gnocca - Gnocca Travels - all rights reserved - 1999/2009
I migliori viaggi per trombare la Gnocca