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Pattaya: Readers' submission #1 |
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Pattaya: il Paese dei Balocchi
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A cura di Prof. Lode - aggiornato il: 08/04/2007
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Il principe Maurice, il dott. Ing. Pelo ed il Prof. Lode si accingevano a preparare la tanto
sospirata vacanza in terra Tailandese. Tutto il lavoro logistico era stato affidato
all'impeccabile Ing. Pelo, esperto in controllo di qualità, e la vacanza non avrebbe
riservato brutte sorprese.
Dopo una visita all'agenzia turistica alla quale
i tre si erano affidati, essendo neofiti della Land of Smiles (LOS), l'Ing. proclamava:
"OK guys, è tutto organizzato ci rimane solo di fare le valigie".
Il Prof. chiedeva
in tono di sfida: "Si, ma dove andiamo?".
L'Ing.: "A Pattaya?".
Il Prof. "Patta che?".
Mmmm...non sembrava una delle solite località note del turismo Italiano
come Phuket e Koh Samui. Urgeva
un'intensa attività di documentazione. Niente di più facile, tre o
quattro ricerche su Google e le voilà: "si ad occhio e croce mi sembra la località giusta,
promette bene, forse pure troppo".
L'ing. Pelo come al solito
aveva selezionato un posto di "alta qualità".
Ovviamente tra il materiale scaricato non
potevano mancare
i preziosi reports di Gnocca-Travels (GT) su BKK e Pattaya,
stampati in triplice copia e
conservati con cura certosina.
Di indubbia utilità per chi si accingesse a visitare la LOS anche
i siti
http://www.stickmanbangkok.com/ e http://www.mangosauce.com/
che mettono soprattutto in guardia il
turista farlocco dalle sapienti arti e dalla dolcezza delle professionals locali, sempre
in cerca di un portfolio di farang con cui fidanzarsi (spesso a distanza) e farsi
sponsorizzare (tra le readers submissions ci sono delle storie veramente interessanti).
Ma torniamo ai nostri tre eroi. La vacanza iniziava con una breve permanenza di 3 gg.
a BKK, decisamente sotto tono (e quasi in astinenza), in quanto i tre moschettieri
dovevano acclimatarsi
alle orde ululanti di gnocche sedute ai vari beer e go-go bars. Convinti del fatto
che a Pattaya non ci sarebbe stato nulla da vedere, le giornate venivano spese facendo
alcune escursioni culturali.
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Ovviamente il terzo giorno per non eccedere troppo
sotto l'aspetto
intellettuale l'Ing. proponeva un peregrinaggio al Mona Lisa.
Il posto in realtà si rivelava
abbastanza
deludente, l'offerta non era molto buona (in qualità), alcune gnocche già sbadigliavano
(erano le 20.00)
e sinceramente scegliere le gnocche dalla Fish Bowl non è l'attività preferita
dei nostri tre avventurieri, che
preferiscono una parvenza di corteggiamento (eyes contact, breve conversazione, ecc.).
Body massage piacevoli, ma prestazioni effettivamente molto meccaniche e tutto
rigorosamente al coperto (e come descritto nel report di GT).
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Diciamo che
l'esperienza si rivela abbastanza deludente almeno per due dei nostri tre eroi,
ma come diceva
l'Ing.: "a BKK il body massage s'ha da fare!". Il tempo di fare alcuni acquisti a Patpong,
le consuete patacche
e fake vari ordinati dagli amici e amiche, e di visitare alcuni go-go bars ed
il tempo di BKK era già esaurito. Era giunta
l'ora di proseguire per Pattaya.
Arrivati di sera a Pattaya era già chiaro cosa si prospettava ai nostri tre amigos
per i restanti 7 giorni.
Praticamente Patpong
all'ennesima potenza. In ogni via almeno due o tre beer bars, senza contare Walking street
strapiena di discoteche, beer bars e go-go bars ed alcune Soi specializzate, praticamente
Sodoma
e Gomorra.
Camminando per strada era praticamente certo essere indirizzati con vari "Hei sexy
man! Where are you going?" se andava bene, o con le advances più esplicite dei lady boy
se si passeggiava di sera lungo Beach road.
Di sera, Walking street si trasformava in una bolgia dantesca, ribattezzata dal Prof. come
il Paese dei Balocchi viste le mille insegne lucenti che assomigliano a quelle dei luna
park ed ai vari gatti e volpi che per strada
vi propinano massaggi, donne, e il famigerato
ping pong show che perseguitava i tre da Patpong
(e che non essendo appassionati di sport da tavolo, ok tranne uno!,
avevano sempre rifiutato, vista
la gnocca in giro era meglio dedicarsi allo "sport" al rientro in Italia).
Il Prof. prima di uscire dall'albergo per la serata
aveva tuonato: "Mi raccomando vista l'offerta di gnocca
in giro non prendiamo
le prime tre che ci capitano a tiro, scremiamo!". Il principe e l'Ing. avevano annuito.
Prima sera passata al Lucifer Disco. Bene,
una gran quantità di ragazze sedute ai tavoli, molto meno ululanti di quelle dei
beer bars, ma molto molto carine ed alcune veramente belle. I tre erano arrivati
abbastanza presto e si erano seduti in un tavolo ordinando tre birre, circondati da
tavoli con, guarda caso, tre gnocche sedute ad ogni tavolo.
Tempo 5 minuti ed una gnocca locale
abborda il principe. Con abile struscio lo convince subito. Il Prof. è più restio
viste le dichiarazioni di principo fatte, ma essendo un nice guy dopo qualche sguardo
alla collega della ormai findanzata del Principe, si decide a farci quattro chiacchiere.
Inglese della gnocca molto stentato, ma molti sorrisi.
La gnocca non è alta, anzi minuta ma fatta bene,
da breve chat non risulta di essere di primo pelo (sopra i trenta) ma è molto carina
e dolce.
Be' diciamo
che i principi vanno a farsi friggere e anche il Prof. è ormai fidanzato. Nel frattempo la
terza gnocca del trio si era allontanata, ma con fare sapiente le due rimanenti
sinceramente preoccupate, si apprestano a trovare
una terza gnocca, a loro detta "very good", da far fidanzare con l'Ing. Le tre coppie
bevono e si divertono fino alla chiusura del locale e poi si dirigono in un
hotel per concludere in bellezza con un long time (2000 baht).
Senza entrare nei dettagli le tre gnocche si
dimostrano molto brave anche quando si arriva al sodo,
così brave che i nostri tre eroi nel Paese dei Balocchi
si trasformano in tre burattini nelle mani delle fate,
e nel corso di poche ore abbandonano i propositi da butterfly,
e si fidanzano per la settimana!
Ebbene il posto è veramente "strano", certamente surreale, ma di "uno strano che merita".
Le professionals
non sembrano professionals, e si comportano come delle vere e proprie fidanzatine
(o forse siamo capitati bene),
ma come se fossero fidanzate da poche settimane (non da 7 anni), per cui baci, carezze,
coccole e naturalmente a letto sono delle dee.
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Le tre fidanzate
si mostrano anche "fedeli" nel senso
che non prendono "altri impegni" anche se non ci vedono diciamo entro le 2 di notte
(non essendoci comunque stata alcuna contrattazione settimanale),
o addirittura ci vengono a cercare se non ci vedono
(probabilmente per non perdere l'incasso giornaliero,
be' un po' di realismo non guasta), e spesso ci trovano.
Naturalmente è anche possibile fare la butterfly e forse lo consiglio, dato che se vi
"fidanzate" con una gnocca locale (in pratica 3 date consecutivi credo siano sufficienti
alla maliarda per ammaliarvi), poi il distacco rischia di essere malinconico.
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Il Prof.
dopo aver ricevuto i dati per contattare la "fidanzata", da per gentilezza
anche i suoi contatti (forse un errore che pagherà), anche se la considera solo come
un'"amica" vista la professione ed il luogo in cui vive la dolce metà,
convinto che magari manterrà
un buon contatto per visite future.
Arrivati in Italia, il duro risveglio,
non più gridolini,
non più "sexy man", non più quel sentirsi protagonisti,
sensazione che solo il Paese dei Balocchi ti
sa dare. Le domande pressanti degli amici e soprattutto amiche
ci fanno allungare il naso come veri e propri
Pinocchi (si....bel mare, poca vita notturna).
I tre reduci si chiedono se fosse meglio essere stati dei burattini a Pattaya
e ritornare in carne ed ossa in Italia, o se si sentissero più burattini a casa
(con la solita routine, lavoro, soldi, convenzioni, apparenza, "sistemarsi")
e più "vivi" a Pattaya? Penso che se si inizia a tornarci
frequentemente il posto diventi veramente "addictive",
e qualcuno (molti?) possa anche pensare di stabilirvisi a tempo indefinito
con una gnocca locale. Forse a noi è bastato provare una volta per entrare nel tunnel
("If you go Asian you don't go back to Caucasian", citazione presa
dal web, sorry caucasic non fa rima).
Chi vivrà,vedrà.....
P.S. ovviamente la "fidanzata" mi ha già telefonato varie volte (anche se io non gli ho mai
telefonato) e mi tempesta di SMS con il suo inglese
stentato ma dolcissima come sempre, forse sono stato particolarmente burattino e
seguirà a breve l'immancabile richiesta di sponsorhip (a seguito di diverse e sempre eguali
tragedie familiari)
o forse
"she is really different", una frase che farà certamente sorridere tutti gli habitué
della LOS.
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